Domande & Risposte
» È necessario mettere in opera, prima del manto di copertura, una guaina impermeabile?
Normalmente, nei tetti in tegole e coppi la tenuta all'acqua è affidata unicamente al manto di copertura. Quando, in rapporto alle precipitazioni atmosferiche o a specifiche situazioni di contesto, si realizzino tetti con falde di pendenza inferiore alla norma, quando si ritiene che il manto di copertura possa essere particolarmente cimentato dal calpestio di manutentori, dalla spinta del vento o dalla pioggia battente, quando si è in presenza di una complessa geometria del tetto o di elementi di discontinuità, è prudente prevedere al di sotto del manto uno strato di tenuta all'acqua, traspirante al vapore, complementare di tipo continuo. Nelle condizioni limite sopra descritte, lo strato di tenuta all'acqua continuo è da considerarsi indispensabile nella parte bassa della copertura per un'altezza di almeno 150 cm dalla gronda verso il colmo, poiché questa è la parte del tetto che riceve l'acqua di tutta la falda sovrastante. Il ricorso a strati di tenuta all'acqua continui è inoltre inevitabile in corrispondenza delle soluzioni di continuità della falda, quando questa incontra parti emergenti e, più in generale, in tutte quelle situazioni in cui possono prevedersi accumuli d'acqua o di neve.
Strato impermeabile collocato nelle zone in cui si possa verificare un accumulo di neve
» A cosa serve il fissaggio?
Il fissaggio degli elementi del manto ha lo scopo di evitarne lo spostamento a causa del vento, di vibrazioni, di dilatazioni termoigrometriche ecc.
» Va bene murare il manto di copertura?
Il fissaggio degli elementi del manto ha lo scopo di evitarne lo spostamento a causa del vento, di vibrazioni, di dilatazioni termoigrometriche ecc.
Il fissaggio deve sempre avvenire a secco mediante tecniche che favoriscano la semplice smontabilità e sostituibilità degli elementi eventualmente danneggiati.
È assolutamente sconsigliato il fissaggio mediante malta. È bene tenere presente che:
- il fissaggio è sempre necessario per pendenze superiori al 45% per i coppi e al 60% per le tegole;
- nel caso dei coppi, il fissaggio è consigliato per pendenze comprese tra 30 e 45%;
- nel caso delle tegole, per pendenze comprese tra 45 e 60%, è sufficiente il fissaggio degli elementi costituenti la linea di gronda e di 1 elemento ogni 5 per il resto della falda.
Se la copertura è fortemente esposta al vento, è opportuno fissare anche tutti gli elementi del manto in corrispondenza dei bordi della falda, della linea di gronda e di colmo e del perimetro dei corpi emergenti.
» Che cosè la microventilazione? Quali sono gli accorgimenti per la sua realizzazione?
La microventilazione del sottomanto è una delle prerogative dei manti di copertura in laterizio, i quali presentano una permeabilità relativa che garantisce al tetto la tenuta all'acqua e, al tempo stesso, la sua traspirabilità. Si attua attraverso la posa "a secco" degli elementi di copertura su supporti paralleli od ortogonali alla linea di gronda (a seconda del tipo di prodotto adottato), posti a distanza misurata sul passo degli elementi stessi. La posa del manto mediante allettamento di malta (umida) è assolutamente da evitare poiché, oltre ad impedire la circolazione dell'aria e creare zone in cui l'acqua è più facilmente trattenuta (con rischio di gelività), determina un regime vincolistico tra manto di copertura e supporto che si oppone alle naturali variazioni dimensionali di origine termica del manto stesso. Le pendenze di falda normalmente impiegate per la posa dei manti di copertura in laterizio (= 30%) sono più che sufficienti per assicurare le differenze di pressione e di temperatura tra la linea d'ingresso dell'aria (linea di gronda) e la linea di uscita (linea di colmo) necessarie per innescare i moti convettivi. Naturalmente, affinché questi abbiano luogo è indispensabile che la linea di gronda e quella di colmo siano il più possibile prive di ostruzioni. (Per maggiori approfondimenti, vedere l'articolo "Il controllo delle condizioni igrotermiche del manto: la micro-ventilazione", di A. Laurìa, sulla Newsletter delle Coperture n.1, maggio 2008).
» Che differenza c'è tra "microventilazione" e "ventilazione"?
Per microventilazione sottotegola si intende il flusso d'aria che circola all'intradosso del manto di copertura, e serve a mantenerlo asciutto. La ventilazione è invece assicurata da un'apposita camera d'aria di dimensioni consistenti (in genere 4-5 cm) che, nella stagione calda, raffresca l'intradosso delle tegole, impedendo che il calore venga trasmesso ai locali sottostanti.
» Come avviene la ventilazione?
Secondo la UNI 9460 "Coperture discontinue – Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture realizzate con tegole di laterizio o calcestruzzo", la ventilazione avviene generalmente con flussi d'aria naturali tra la linea di gronda ed il colmo e per il passaggio attraverso i giunti delle tegole.
» Come si realizza una copertura ventilata?
La ventilazione in una copertura si realizza normalmente mediante una doppia orditura di listelli: la prima, che crea lo spessore dello strato di ventilazione, è perpendicolare alla linea di gronda; la seconda, di supporto alle tegole, è parallela alla linea di gronda. Le due orditure possono anche essere divise da uno strato continuo di idoneo materiale: in questo caso lo strato di micro-ventilazione è separato da quello di ventilazione sottomanto.
Ventilazione del sottomanto mediante intercapedine unica (a sinistra) e doppia (a destra).
In genere, si predilige la ventilazione realizzata mediante intercapedine unica. Se il sottotetto non è abitato, la ventilazione può essere attivata da una struttura portante discontinua oppure da aperture contrapposte nelle chiusure verticali.
Ventilazione del sottotetto attivata da aperture contrapposte.
» Quale è la sezione di aerazione dell'intercapedine ventilata in estate?
Secondo la UNI 9460, in genere, la sezione dell'intercapedine utile ad ottenere la massima riduzione del flusso termico in clima estivo, nel caso di pendenze usuali in Italia (30-35%) e lunghezze di falda consuete (fino a 7 m), è almeno di 550 cm2 netti per ogni metro di larghezza della falda, al di sotto della listellatura, nel caso in cui l'intercapedine sia in comunicazione con la listellatura stessa. Tali prescrizioni valgono anche nel caso di intercapedine delimitata da due strati paralleli. Per l'intercapedine unica, la sezione si misura al di sotto dei listelli di supporto degli elementi del manto; nel caso di intercapedine doppia la sezione si misura dall'intradosso dello strato continuo. Nel caso di coperture con tegole curve (coppi), tale valore può essere dimezzato, in virtù della particolare forma della tegola curva che crea di per sé un'intercapedine minima.
» Ci sono degli accorgimenti particolari per ottenere un'efficace ventilazione?
Perché la ventilazione possa avvenire in modo corretto ed efficace, deve essere assicurata nella copertura una adeguata sezione di ingresso dell'aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo. Per realizzare tali aperture, sono in commercio una serie di dispositivi per la corretta esecuzione dei displuvi; inoltre, è opportuno predisporre, in base alle necessità, gli elementi speciali di aerazione in laterizio, lungo la falda, per estendere i benefici della circolazione dell'aria sottomanto.
Esempi di elementi speciali di aerazione sottomanto.
» Come si può evitare l'ingresso di volatili sotto le tegole o i coppi?
Per impedire l'ingresso di volatili ed altri piccoli animali attraverso le tegole di aerazione è opportuno dotare queste ultime di griglie in materiale resistente alle intemperie; per evitare l'ingresso attraverso le aperture dell'intercapedine ventilante occorre mettere in opera apposite griglie, in metallo o plastica, sulle linee di gronda e strutture sottocolmo ventilate e antintrusione.
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